Il processo
Il processo

Dalla frazione umida al biometano, un esempio concreto di economia circolare

Ambyenta Lazio intende declinare in concreto uno degli asset strategici per la crescita sostenibile del paese, l’economia circolare: attraverso un circuito virtuoso che partirà dalle famiglie e ritornerà ai cittadini, nel biodigestore di Civitavecchia si potrà produrre biometano e compost di qualità dalla raccolta differenziata dell’organico. Questo in linea anche con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, nell’area di intervento della “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, prevede lo sviluppo del biometano il quale, essendo ottenuto massimizzando il recupero energetico dei residui organici, è strategico per il potenziamento di un’economia circolare basata sul riutilizzo ed è un elemento rilevante per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione europei.

Il biometano è un gas ottenuto a partire da fonti rinnovabili che ha caratteristiche e condizioni di utilizzo corrispondenti a quelle del gas metano ed è, quindi, idoneo all’immissione nella rete del gas naturale. Può essere utilizzato come carburante per l’autotrazione, può essere immesso nella rete di trasporto o di distribuzione del metano oppure utilizzato per la produzione di energia elettrica e termica. Il biometano può svolgere un ruolo assai rilevante nella riduzione dell’uso dei combustibili fossili e nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Il compost è un fertilizzante derivato dalla trasformazione di rifiuti organici di vario tipo (ad esempio scarti alimentari, residui di potatura, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba falciata) da parte di macro e microrganismi.

Una volta prodotto, può essere utilizzato come fertilizzante in agricoltura: consente di migliorare infatti la struttura del suolo e la disponibilità di elementi nutritivi. Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora.

La digestione anaerobica, un processo di trasformazione da rifiuto a risorsa

La digestione anaerobica è un processo biologico di trasformazione della sostanza organica biodegradabile che avviene in assenza di ossigeno e che porta alla produzione di biogas e digestato.

La temperatura e la collaborazione di differenti specie di microorganismi sono gli elementi chiave del processo, che avviene all’interno di reattori chiusi (digestori) in cui si creano condizioni di assenza di ossigeno e si sviluppano le reazioni biochimiche anaerobiche necessarie per la produzione di biogas.

Il biogas così ottenuto subisce un ulteriore processo di depurazione ed è inviato alla sezione di upgrading per essere raffinato, attività che consiste nella separazione del metano dall’anidride carbonica, sono infatti entrambi presenti nel biogas (circa 40% CO2, 60% metano). L’anidride carbonica catturata, in linea con gli obiettivi di riduzione di gas climalteranti, è sottoposta a un processo di liquefazione per essere utilmente impiegata in altri processi industriali.

Il biometano che si ottiene da questo trattamento è un gas di alta qualità ed efficienza, un vettore energetico da fonte rinnovabile con le stesse caratteristiche del gas naturale adatto per l’autotrazione o l’immissione in rete.

Il digestato ottenuto, ossia la matrice non più degradabile prodotta dalla fase di digestione anaerobica, è stabile e privo di odori molesti. Esso viene sottoposto alla successiva fase di compostaggio per produrre compost di qualità.

Il processo di digestione anaerobica adottato ha una tecnologia di tipo WET, che garantisce l’ottenimento di una materia prima – il compost – con migliori prerogative rispetto a:

  • utilizzo agronomico degli elementi fertilizzanti in uscita dal trattamento;
  • percentuale di impurezza, grazie ai pretrattamenti della frazione organica a monte del trattamento anaerobico, con una riduzione superiore di indesiderati rispetto al compost prodotto con cicli esclusivamente aerobici;
  • neutralizzazione pressoché totale degli organismi patogeni, grazie alle maggiori temperature raggiunte.