Si prevede un impatto minimo, ampiamente sotto i valori limite di qualità dell’aria previsti dalla normativa. Considerando la presenza di importanti vie di comunicazione che collegano l’area in cui sorgerà l’impianto alle arterie nazionali e locali di trasporto, si eviterà il transito dei mezzi all’interno dei centri abitati.
Inoltre, la scelta della tecnologia di digestione anaerobica (di tipo WET) eviterà movimentazioni di rifiuti: a partire dallo scarico della frazione organica infatti, grazie a pretrattamenti che fluidificano il rifiuto, tutti i processi sono svolti all’interno di serbatoi chiusi e tubazioni.
La produzione di biometano e la sua immissione nella rete Snam nazionale, tramite gasdotto di nuova realizzazione, eviterà anche il traffico dovuto al trasporto del metano.

In più, evitando il trasporto verso Regioni del Nord Italia (principale destinazione della frazione umida laziale non gestita in situ) di 100.000 tonnellate/anno di rifiuti organici prodotti nel Lazio e le relative emissioni dei mezzi di trasporto necessari, il bilancio ambientale sarà decisamente positivo.